giovedì 14 maggio 2020

Silvia


Ognuno è libero di scegliere la religione che preferisce, ma fatico considerare religione quella basata su un "Codice" di 14 secoli fa. Un insieme di norme e sanzioni rivolte a un popolo nomade, guerriero, bellicoso e maschilista presentate come dettatate da Dio. Un buon modo per farle accettare dai credenti e spingere i guerrieri alla conquista del mondo assecondando la loro lussuria e supremazia sulle donne. Per secoli hanno conquistato nazioni "in nome di Allah". Per secoli la Cristianità ha cercato di opporsi, non sempre riuscendoci. Per secoli la conquista è stata fatta con le armi, ora avviene con l'immigrazione ma non disdegnano armi e terrorismo. E noi li lasciamo fare, li accogliamo, li coccoliamo. 
Rapiscono un'italiana avventuratasi in Africa e il governo li premia pagando il riscatto: la riconoscenza della giovane non va agli italiani che (nolenti) l'hanno pagato ma ai sequestratori che l'hanno ottenuto. Li gratifica ostentando abbigliamento islamico e ministri italiani lo omaggiano, per la gioia dei terroristi.
Non condivido offese e minacce a Silvia l'apostata ma nemmeno il plauso a Aisha la convertita. 
Sicuramente non trovo piacevole dovere contribuire al finanziamento del terrorismo per la sventatezza e l'incoscienza di qualche giovane o di chi li manda in missione, magari in Paesi dove se Aisha volesse tornare Silvia rischierebbe la vita. 






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