sabato 28 marzo 2020

Primavirus 2020

minipensieri

Dopo una malattia apprezzo di più lo star bene. Dopo la quarantena apprezzerò di più la libertà.

Chissà perché gli stranieri sempre pronti a dichiararsi italiani, a dire i nostri figli parlano, giocano, tifano come italiani e si sentono italiani, chissà perché alla prima difficoltà tornano donde sono venuti, scappano pare. Mio nonno, mio padre, io stesso abbiamo lavorato sudato patito per questo paese; io non scappo, non ho altra patria.

Un tempo non mancavano situazioni di apprensione, di dolore, di morte: epidemie, guerre, carestie. Ma un tempo c'era più fede e per sopportare e superare quelle gravi situazioni si pregava Dio, qualche santo, la Madonna di Monte Berico. Magari le cose non cambiavano ma restava la speranza. Non mi sembra cosa da poco.
Oggi se c'è un'epidemia si maledicono i governanti che non fanno il loro dovere, che fino a ieri disprezzavano il popolo ("In Democrazia Parlamentare conta solo parlamentare" come in  cavallo bianco conta solo bianco) e oggi ne chiedono piena collaborazione (stiamo insieme). Oggi si confida nella scienza e se la scienza non può farci nulla non rimane nemmeno la speranza.




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