domenica 9 febbraio 2020

Risparmio



Non so se esiste ancora la giornata del risparmio, il 31 ottobre. Ma se c'è, ci vuole una bella faccia tosta a non abolirla. È solo una gran presa in giro. 
Non per uno che bellamente guardando la TV si guadagna il reddito di cittadinanza, ma per un laborioso o fortunato cittadino che lavora 40 ore alla settimana e magari di più per guadagnarsi di che vivere e poter mettere via qualche soldo per il futuro. Nel futuro ci mette i figli, la vecchiaia, le malattie e magari il potersi godere un po' la vita da pensionato. Lui purtroppo è da sempre italiano e secondo i nostri governanti prima vengano africani, asiatici, americani del sud e europei del nord. Quindi deve essere un po' previdente non potendo contare su le tutele spettanti a chi lo precede.
Magari lavora un po' più di molti politici e protetti, magari percepisce uno retribuzione un po' minore, magari non solo un po', ma così è.
Col suo lavoro produce ricchezza. Della ricchezza prodotta una parte va giustamente all'impresa che fornisce capitale, macchinario, organizzazione, ecc., una parte va alla Pubblica Amministrazione come imposte e contributi a carico del datore di lavoro e quella che resta è detta retribuzione lorda o reddito lordo.  
Dalla sua retribuzione lorda, da quel poco che gli rimane della ricchezza prodotta, vengono detratte le imposte, che magari servono anche per pagare i servizi che riceve oltre che a ingrassare le classi digerenti, e i contributi che, a quanto dicono, non servono per pagare la sua pensione futura ma  quella di chi la percepisce e in parte per pagare i servizi che altri ricevono gratuitamente e lui invece potrà ottenere solo pagando altre tasse. 
Quel che gli rimane è il reddito "netto" col quale, ogni volta che comprerà qualcosa, dovrà pagare l'IVA, altra imposta, e tasse varie. Già così di quel che produce col suo lavoro tra legittimo guadagno dell'impresa, imposte, tasse e contributi gli rimane una minima parte. Ciò non ostante, essendo un tipo parsimonioso che di poco s'accontenta, riesce a mettere via qualcosa per le probabili necessità future. Ma non ha finito di pagare. Ben che vada se mette i risparmi sotto una mattonella non pagherà altre imposte o tasse ma, se non viene qualche boldriniana risorsa a derubarlo, l'inflazione gli porterà via (secondo gli auspici della BCE) un 2% annuo e gli farà superare i limiti di reddito oltre i quali cessano eventuali benefici fiscali, anche se in realtà guadagnerà di meno. Se li deposita in banca oltre alla perdita dovuta all'inflazione e alle commissioni bancarie dovrà pagare un'imposta sull'ammontare del deposito. Se invece li investe in fondi obbligazionari o azionari magari copre il deprezzamento inflazionistico ma dovrà pagare un'imposta sui guadagni lordi e comunque ne deve pagare sempre una sul capitale investito, sia che produca un profitto o una perdita.
Se cerca di ridurre questo massacro tutti quelli che ne beneficiano, compreso il Presidente della Repubblica, lo accusano di rubare agli altri contribuenti. Ma nulla dicono di chi ruba o spende male il denaro razziato. Che faccia tosta! Come se  pretendere di più dei concittadini a parità di lavoro o più di quel che si merita o sprecare o spendere male il denaro dei contribuenti non fosse derubarli.





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