sabato 1 febbraio 2020

Genialità


Certo bisogna essere dei geni per pensare che se in Italia ci sono troppi disoccupati la soluzione migliore è farne arrivare altre centinaia di migliaia dall'Africa o comunque dall'estero.
Soltanto dei geni possono pensare che in Italia è sbagliato occuparsi prima degli italiani che da sempre hanno pagato imposte e tasse e contribuito da generazioni al progresso del Paese ed è giusto invece mettere prima africani, asiatici, americani, francesi e tedeschi.
Soltanto i geni che hanno facilitato e auspicato l'arrivo incondizionato di tutti  possono pensare di riaprire canali regolari di immigrazione senza prima o contemporaneamente bloccare i canali irregolari che li rendono impossibili.
Bisogna essere dei geni per pensare che le persone provenienti da paesi dove la lingua ufficiale è il francese o l'inglese o che comunque parlano correntemente una di queste lingue preferiscano arrivare in Italia e non in Francia o Inghilterra perché amano l'Italia e non perché è il paese fra i più sfortunati, permissivi o "fessi" d'Europa.
Bisogna essere dei geni per pensare che chi arriva illegalmente in Italia senza conoscere la nostra lingua, odiando la nostra religione, i nostri usi, i nostri costumi, il nostro modo di vivere, la nostra mentalità e la nostra costituzione possa integrarsi con la popolazione residente e non sia invece quest'ultima illogicamente costretta ad adeguarsi ai nuovi arrivati, come gli invasi agli invasori.    
Non serve essere dei geni per leggere la Costituzione "Art. 88. Il Presidente della Repubblica può, sentiti i loro Presidenti, sciogliere le Camere o anche una sola di esse." e capire che questa possibilità deve essere usata se i Deputati "designati per lo svolgimento di un incarico, di una missione" dal popolo sovrano non godono evidentemente più della fiducia di chi li ha designati. Può però capitare talvolta che l'obbligo di riconoscenza prevalga sull'obbligo di coscienza.
Non serve essere geni ma basta una gran faccia tosta per governare in nome del popolo italiano ben sapendo che la maggioranza degli italiani, se pur ti voleva, ora non ti vuole più e considera un errore averti voluto. Basta la faccia tosta per fare leggi in nome del popolo italiano che odiano e non ascoltano preferendogli gli stranieri, come odiano l'italiano e per meglio non farsi capire legiferano parlando di jobs act, fiscal compact, global compact, strepchild adoption, stalking, hate speech.
Si dicono PD, Partito Democratico, ma di democratico hanno solo il nome come la DDR, Deutche Demoratische Republik. Si dicono democratici però non governano per il popolo ma contro il popolo perché l'Italia è PD, Parliamentary Democracy, e pretendono che l'aggettivo prevalga sul sostantivo, il Parlamento sulla Democrazia.



venerdì 31 gennaio 2020

Elsa Fornero - È normale?

minipensieri

Elsa Fornero
"C'è chi ama il proprio lavoro, come i professori". Ci mancherebbe. Come potrebbero non amare un lavoro dove possono fare quello che vogliono, lavorare poco o tanto come gli aggrada, avere tutto il tempo per potere lamentarsi del loro stipendio, magari non altissimo se confrontato con quello dei colleghi europei, ma molto più alto di quello di tanti lavoratori italiani che glielo pagano. In effetti non ci sono molti professori che cambiano lavoro anche se sono precari: è difficile rinunciare a quel per loro basso stipendio per fare un lavoro pagato meno per lavorare di più.

È normale?
Nessuno ne parla, forse tutti ritengono normale che mentre il costo della vita da dicembre 1993 a dicembre 2019 è aumentato del 62,3% i limiti di reddito previsti per scaglioni Irpef, detrazioni ed esenzione fiscali sono rimasti quelli calcolati nel 1993 senza alcun adeguamento al diminuito potere di acquisto. In pratica è un modo fraudolento per abbassare di fatto limiti, per far pagare più tasse non in ragione alla maggiore capacità contributiva.
Considerando la capacità contributiva equivalente al potere di acquisto, se nel 1994 si avevano aliquote più basse, detrazioni o esenzioni fino a capacità contributiva 100 nel 2020 si hanno solo fino a capacità contributiva 61,6, quindi si pagano più tasse con minore capacità contributiva.  E poi dicono che non hanno aumentato le tasse quando in realtà uno paga sicuramente di più se ha mantenuto il suo potere d'acquisto e anche se è diminuito meno del 38,4%.



lunedì 27 gennaio 2020

Confronti


Come sempre. Si sa che la matematica non è un'opinione ma con i numeri ci si può giocare, come al lotto. Nei risultati elettorali in Emilia-Romagna a sinistra vedono una grande vittoria e cantano di gioia. Ma a me pare la giusta gioia dello scampato pericolo, non sono finiti male come temevano loro e speravano gli altri. Poi affermare che l'Emilia-Romagna si conferma allergica al cambiamento è come l'ottimista che vede sempre il bicchiere mezzo pieno. Per carità è più pieno che vuoto, ma non molto. Ma tanto basta per avere vinto le elezioni e conservato la presidenza della regione. 
Sicuramente Bonaccini ha vinto e Borgonzoni ha perso, o meglio Bonaccini non ha perso e Borgonzoni non ha vinto. 
Però per capire quanto sia stato ritenuto bravo e inamovibile Bonaccini non si dovrebbe fare il confronto con i risultati elettorali di due anni fa ma tra quelli che aveva all'inizio e alla fine del mandato. E sono andato a cercarli.

Elezioni 23/11/2014: Bonaccini (csx)   615723, Fabri            (cdx)  374736
Elezioni 26/01/2020: Bonaccini (csx) 1195742, Borgonzoni (cdx) 1014672
Differenza           centrosinistra          +94,20%, centrodestra      +170,77%

Mi sembra che parlare di pesante sconfitta di Salvini non sia molto appropriato, mentre va sicuramente a Salvini il merito di avere notevolmente aumentato il numero di votanti.
Ma come sempre accade i confronti ognuno li fa nel modo a lui più conveniente e nel PD in questo sono maestri.





domenica 26 gennaio 2020

Salvini semina odio

Mi ricorda un mio figlio di quattro anni che non voleva un "panino grande così" ma "uno piccolo così" e ne indicava uno molto più grande. Ormai devo abituarmi, quando persone di una certa parte politica dicono una cosa devo capire il contrario.





sabato 25 gennaio 2020

Emilia-Romagna


In questi giorni tutti parlano di Emilia-Romagna e allora ne parlo anch'io. 
A quanto ne so, ma mi posso benissimo sbagliare, non si dovrebbe parlare di emiliano-romagnoli ma di emiliani e romagnoli e non confondere emiliani con  romagnoli. Ma non sapendo ben distinguere gli uni dagli altri mi riferirò anch'io all'Emilia-Romagna e a tutti suoi abitanti . A sentire il signor Bonaccini parrebbe che se i suoi corregionali stanno meglio di tutti gli italiani e di tutti gli europei è solo merito suo e se a governare la regione sarà l'inesperta signora Borgonzoni tutto potrebbe andare male. 
Io penso che  il benessere locale dipenda più dalla laboriosità e capacità degli abitanti che dalle eccelse qualità del Presidente della Regione, più dalle regole di Bruxelles e Roma che da quelle locali. Ma forse non è tutto come proclama l'attuale presidente e in ogni caso provare a cambiare per qualche anno non può danneggiare più di tanto e magari portare un vantaggio come spesso avviene con le novità. 
Dicono che anche il padre della Borgonzoni non la voterà, questo non significa che sia inadatta e incapace ma più semplicemente che conoscendo il padre sa che è meglio non pensarla come lui.
Sento il signor Bonaccini affermare che lui è nato e vissuto nella regione mentre il signor Salvini, che fa tanta campagna elettorale ma non è candidato alla presidenza, è solo un ospite dell'accogliente Emilia-Romagna. Ovvio quindi per lui che i corregionali dovrebbero preferirlo. In altri termini: prima gli emiliano-romagnoli. A me questo discorso ricorda tanto il "prima gli italiani" di Salvini, tanto criticato e tacciato di razzismo dai sostenitori di Bonaccini. 
Ma come sempre si usano due pesi e due misure:  dire a destra prima gli italiani degli africani è deprecabile mentre dire a sinistra prima gli emiliano-romagnoli dei lombardi o altri italiani è giusto ed encomiabile.
Bonaccini afferma che per risolvere i problemi hanno fatto questo e quello, ma la domanda è se i problemi sono stati risolti. Probabilmente non del tutto se promette che faranno così e cosà, senza cambiare politica.
A sentire lui in quella regione sono da sempre bravissime persone, buone ed accoglienti con tutti. Non metto in dubbio che possano esserlo attualmente ma io ricordo un certo Benito Mussolini nato da quelle parti che non mi pare goda della stima e dell'apprezzamento dei tifosi di Bonaccini. Sarà l'eccezione che conferma la regola. Ricordo anche il Triangolo Rosso, ove tra il settembre 1943 e il 1949 si registrò un numero particolarmente elevato di uccisioni a sfondo politico. 
Saranno senz'altro tutti buoni e accoglienti,  almeno perché giova al turismo locale e conseguenti interessi economici.



venerdì 24 gennaio 2020

Tassazione


Con un sorriso un po' cosi stampato sulla faccia un po' così la signora Alessia Rotta (PD) insisteva nell'attribuire alla Lega un aumento della "pressione fiscale" mentre il leghista la invitava ogni volta a indicare una, almeno una aliquota di tassazione aumentata dalla Lega. Io non so come stanno le cose ma personalmente so che per me la tassazione è aumentata, se non per altro, per effetto dell'inflazione che in 25 anni mi ha portato a superare limiti di esenzione o di aliquote più basse. 
Ho voluto però togliermi una curiosità ed ho trovato: pressione fiscale legale è il rapporto tra l'ammontare delle imposte totali raccolte dallo stato e il Prodotto Interno Lordo.
A quanto capisco, se è a questo che si riferiva la signora, la pressione potrebbe aumentare anche grazie alla lotta all'evasione (di cui vantarsi) o per diminuizione del PIL. Ma quello che conta per i contribuenti onesti nel giudicare un governo è se aumentano o diminuiscono le tasse o imposte che deve pagare. E questo la signara Rotta non l'ha dimostrato, ma io so che durante i governi PD&C per me sono aumentate. E poi parlano dell'altrui propaganda.  



Democrazia


Non riesco a capire, mi da fastidio che una cosa si debba giudicare giusta o sbagliata non in base ai dati di fatto e a un proprio ragionamento ma solo in base al numero delle persone che  "scendono in piazza" pro o contro. Dicono che questa è democrazia. Io credo di essere decisamente per la democrazia, purché correttamente interpretata.
In democrazia la maggioranza ha sempre ragione, ma non è detto che sia sia sempre giusta. 
Se in una comunità in cui quasi tutti guadagnano meno di 50 con democratiche votazioni si decide di far pagare tutto a chi ha più di 50, cioè all'unica persona che guadagna 60, è  scelta democratica ma decisamente ingiusta,
Se si parla di "democrazia parlamentare" credo  che "parlamentare" non debba prevalere su "democrazia" e che si debba consultare con democratiche elezioni la gente quando appare evidente che i parlamentari non operano più per il popolo ma contro il popolo. 
Riempire una piazza non è poi così difficile facendo arrivare gente anche da lontano, non serve molto tempo né troppo denaro per chi è abituato a spendere. Ma anche centomila persone in una piazza sono sempre meno dei milioni di persone che se ne restano a casa. Anche se in piazza fossero 999999 non possono essere nel giusto solo perché sono in tanti. Io ricordo sempre un compito in classe, un problema del quale 34 alunni avevano dato la stessa soluzione e solo il 35° quella giusta.