mercoledì 7 luglio 2021

Poste

"Scegliete Poste italiane" dice Roberto Mancini in tv. Io non ho scelto, ma dovendo rinnovare la patente sono stato obbligato a utilizzare le Poste Italiane. E non mi ha fatto bella impressione. Parlo della mia esperienza personale nella mia città, spero che sia l'eccezione. 

Vado alle Poste Centrali, faccio la fila fuori dalla porta (non era ancora zona bianca) con i dovuti distanziamenti, entro,  chiedo, mi danno i moduli. Cerco un posto per compilarli: c'è solo un ripiano dove poter scrivere, ma restando in piedi. Ci provo, non ce la faccio, decido di tornarmene a casa per poter scrivere da seduto. Faccio, ritorno alle Poste, altra fila in attesa di entrare, più lunga della precedente. Siamo lì tutti in fila, arrivano due straniere, vanno direttamente alla porta e entrano.
Non ci sto e dico "se funziona così entro anch'io".  Ero il secondo della fila ma entro per primo, prendo il prescritto "numero" e vado in sala di attesa e da lì vedo che sono entrati tutti quelli che aspettavano pazientemente in fila.
Nella sala di attesa ci sono quattro sedie, ovviamente occupate, e io, come molti altri devo aspettare in piedi. E l'attesa è lunga. Mi metto vicino alle sedie e appena una si libera mi siedo. Restare ancora in piedi non ce l'avrei fatta alla mia età. Ho aspettato quasi un'ora che là sullo schermo luminoso apparisse il mio numero, è comparso, mi sono recato allo sportello indicato e, anche grazie alla cortese impiegata, finalmente ho fatto quello che dovevo.
Se è sempre così alle Poste ci vado solo se non posso farne a meno, checché ne dica Mancini.

  





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