martedì 3 dicembre 2019

Contro il razzismo


È vero: l' Italia è un Paese razzista e gli italiani sono vittime di razzismo.
Una signora deve fare diversi esami medici. Si reca all'ospedale, prende il numero e aspetta che venga il suo turno, dopo decine di africani e asiatici.
Ma mentre questi accedono a tutto subito senza pagare un euro perché mai hanno pagato tasse, imposte o contributi lei deve invece recarsi a pagare una tassa (detta ticket) perché per una vita ha pagato tutto.
Lei ha ottant'anni e una pensione di 510€ al mese, ma è nata in Italia, ha sempre vissuto in Italia, ha lavorato e contribuito alla spesa pubblica in Italia  ed è di carnagione chiara. Sarà per questo che non può essere trattata come un immigrato qualsiasi e va discriminata.  
Spesso vantano che il sistema sanitario italiano é gratutito: balle, è gratuito per stranieri e furbi, non interamente per gli italiani onesti. Per la legge del contrappasso chi ha sempre pagato è condannato a continuare a pagare e più ha pagato più deve pagare. Viceversa chi non ha mai pagato nulla continua a non pagare. Lo chiamano anche "sistema tributario informato a criteri di progressività". 
Una legge del secolo scorso esonera dal pagamento del ticket "i minori di anni 6 e i maggiori di anni 65 con reddito familiare lordo annuo inferiore a 36151,98 euro". Questo limite calcolato prima del 1994 era Lit 70.000.000.
Da allora è passato 1/4 di secolo, dalla lira si è passati all'euro, quello che costava 1000 lire costa almeno 1 euro, l'indice ISTAT del costo della vita è passato da 100 a 160, ma Lit 70.000.000/1936,2 sono restati 36151.98€. Ci deve consolare il fatto che da decenni "il problema dell'adeguamento del limite di reddito previsto per l'esenzione dalla partecipazione della spesa sanitaria al crescente costo della vita è, tuttavia, da tempo all'attenzione del Ministero della salute e di tutto il Governo."
O è un grosso problema o al Ministero della salute e al Governo si sono succeduti degli incapaci. A me il problema sembra semplice: basta fare 36151,98x160/100. Ma forse il problema è che sono tantissimi quelli che sarebbero esentati e costerebbe troppo o sono  pochissimi e sarebbero troppo pochi i votanti beneficiati. Che sia equo o iniquo non interessa a nessuno.   
Ottanta anni sono più di 65 e 7140€ annui sono meno di 36151,98: se fosse nubile o convivente non coniugata avrebbe diritto all'esenzione. Ma lei è sposata e non ha diritto all'esenzione perché il marito ha 30000€ di reddito annuo lordo. Non importa se non hanno la stessa residenza angrafica, non importa che nessuno possa considerare le sue spese mediche nelle detrazioni fiscali, nè lei perchè il suo reddito è troppo basso, né suo marito perché è troppo alto.
Questa è discriminazione. Non so se è discriminata per il colore della pelle o perché è italiana o perché è sposata. A me pare razzismo, considerato che non esistendo le razze si può definire razzismo qualsiasi discriminazione. E sono contro ogni razzismo sia che privilegi o che danneggi qualche categoria di persone.






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