venerdì 27 marzo 2020

Semplice


Certo c'è l'emergenza Covid-19 e la lotta all'epidemia ha la precedenza. Ma non c'è solo quella cosa lì e gli ospedali non esistono solo per essa. Dove abito c'è un ospedale nuovo, quasi avveniristico. Ampi spazi, tante indicazioni, tanti automi, Una volta imparato il linguaggio robotico tutto è facile e veloce, o almeno dovrebbe esserlo. Il fatto è che anche qui nessuno "nasce imparato". Opportunamente, di solito ci sono volontari che insegnano alla gente cosa e come fare. Dopo un po' la gente non ha più bisogno di assistenza, fa come le è stato insegnato e ottiene quello che vuole ottenere. Ma, forse per un qualche decreto governativo anti contagio, ora i volontari non ci sono. Chi è esperto se la cava benissimo, ma non tutti sono esperti e magari gli anziani faticano comunque a diventarlo. Ma anche giovani svegli e intelligenti se non hanno mai avuto occasione o necessità di usufruire dei servizi dell'ospedale hanno qualche difficoltà alla prima esperienza.
Si entra in un ampio atrio molto simile a quello di un piccolo aeroporto: lo spazio è molto grande e la gente, solitamente diradata, in questi giorni è quasi assente. 
Per il principio che quello che può fare un robot non va fatto dagli umani, vi sono molti robot ma anche sportelli con umani. Non sarebbe male appena entrati trovare un cartello ben visibile con le istruzioni su cosa fare, un breve corso di robotica. 
Magari c'è ma io non l'ho visto. Con mia esperienza personale ho imparato quanto segue.

1. Per prenotare una prestazione allo sportello si deve:
1.1 Avere la prescrizione del medico di medicina generale (MMG);
1.2 munirsi del "numero eliminacoda", un codice ottenuto toccando opportunamente lo schermo di macchine simili a distributori di caffè, poste non molto lontano dagli sportelli. 
1.3 Sedersi davanti a uno schermo e aspettare che appaia il proprio codice, recarsi allo sportello indicato al suo fianco e conferire con l'umano addetto.
1.4 ritirare il modulo di prenotazione
Nota - Telefonando al CUD regionale, si riceve SMS con i dati della prenotazione, poi si procede come 1.1, 1.2, 1.3, 1.4
Sebbene i numeri eliminacoda siano usati ormai un po' ovunque non per tutti sono la prima cosa da cercare entrando in luoghi sconosciuti, specialmente se non ci sono code. Ma coda o non coda si deve prendere il numero dalla macchina e attendere che compaia sullo schermo affiancato dall'indicazione di dove andare (numero di sportello o di ambulatorio). Se uno non nota la macchina e va direttamente a uno sportello libero, sarà invitato a cercarla, fare quello che comanda, tornare col suo bravo numerino in mano, controllare lo schermo e andare dove esso indica. Mentre aspettavo che comparisse il mio codice-prestazione ho potuto notare diverse persone, giovani o anziane, arrivare, interrogarsi su cosa fare, andare a uno sportello, tornare nel salone donde erano arrivati, rientrare col tagliandino in mano, guardare lo schermo e dirigersi allo sportello indicato. 

2. Per pagare eventuale tassa sanitaria (ticket) si deve:
2.1 trovare un punto giallo, ossia una macchina con grande schermo posta solitamente non lontano dalla "eliminacoda";
2.2 far leggere alla macchina il codice a barre della prenotazione 1.4;
2.3 procedere al pagamento in contanti o con carta di credito;
2.3 ritirare ricevuta di pagamento.
Nota - Per opzioni e comandi si tocca lo schermo ma capita anche di dovere usare tastiera o tastierino. A volte la macchina funziona lentamente o non  funziona: pazienza.

3. Per accedere alla prestazione si deve:
3.1 Avere la prenotazione del punto 1.;
3.2 recarsi alla macchina eliminacoda e farle leggere il codice a barre di 1.4 passandolo davanti alla luce rossa posta sotto lo schermo;
3.3 ritirare il codice prenotazione prestazione che stampa e emette;
3.3 sedersi davanti allo schermo, aspettare che appaia il proprio codice e recarsi all'ambulatorio indicato al suo fianco.
Nota -  Quantunque sia scritto che la tassa (ticket) deve essere pagata prima di ritirare il responso, se non è pagata la macchina non rilascia il codice di prenotazione e, pare, non si possa quindi avere la prestazione. Personalmente in più occasioni e ore di attesa, non ho mai visto apparire sullo schermo il codice che avevo. Chieste spiegazioni allo sportello, mi è stato indicato in quale ambulatorio andare per chiedere informazioni.

4. Per ritirare un referto:
4.1 Avere copia della prenotazione 1.4;
4.2 Avere la tessera sanitaria;
4.3 recarsi a una macchina del tipo 2.1;
4.4 toccare lo schermo, scegliere l'operazione desiderata, seguire le indicazioni; 
4.5 far leggere la tessera sanitaria;
4.6 far leggere il codice a barre della prenotazione 1.4;
4.7 attendere la stampa del referto e ritirarlo quando viene emesso.

Probabilmente quanto sopra detto non è tutto e non è del tutto esatto. Magari si può pensare che un minuto guadagnato dagli addetti valga più dei cinque persi dai cittadini, ma, una volta che questi hanno imparato, i tempi si equivalgono. 
Se non ci sono i volontari si capisce quanto prezioso sia il loro aiuto.

06.04.1920
Ero quasi convinto d'avere imparato tutto. Dovevo andare in un altro reparto, ma pensavo che le procedure fossero uguali. Vedo il distributore di numeri-eliminacoda, vedo subito sullo schermo quello che m'interessa, tocco, esce il talloncino A0040 che ritiro, entro nella grande sala dove sono gli sportelli, e mi siedo. C'è un grande schermo, lo guardo e non vedo ancora il mio numero. Dopo un po' lo osservo meglio e vedo che a fianco di tutti i numeri c'è "Sala" e un numero, nessuno con qualcosa che indichi uno sportello. Mi sorge un dubbio, vedo tutti gli sportelli liberi, ci vado. Mostro il tagliando e la prescrizione del medico, chiedo "cosa devo fare",  l'impiegata risponde "venire qui" e inizia a evadere la pratica. Dopo un po' (forse dopo ch'era suonato un avviso) mi chiede "che numero ha", risponddo "40", mi dice "dovrebbe andare lì" e mi indica lo sportello accanto "ma faccio io", fa e mi consegna la documentazione. Torno a sedermi e solo allora mi accorgo che c'è un altro schermo con indicato a fianco del mio numero "SP 3", e io ero andato al 4. Nell'altro reparto tutti gli schermi riportavano la stessa cosa tipo "B0005 SP2, X0001 AMB5" per dire che chi aveva lo scontrino B0005 doveva andare allo sportello 2 e chi aveva X0001 doveva andare all'ambulatorio 5. In questo invece uno schermo indicava in quale sala andare e uno in quale sportello della Segreteria:  io questo schermo non l'avevo visto. 





mercoledì 25 marzo 2020

Emergenza

minipensieri

Sembra ufficiale: I lavori del Parlamento non sono necessari, I parlamentari sono inutili e stipendiati per far nulla. Mi ricorda qualcosa. 

Con ineffabile impudenza mamma Rai da milioni Fazio e chiede a chi paga il canone di contribuire a questa o quella causa. 

Sarò pessimista, ma come faccio a fidarmi di un Ministero che da 25 anni cerca e non trova la soluzione di un problema che richiede solo una moltiplicazione e un po' di buona volontà politica? 

Secondo G.C. un decreto al giorno toglie il Coronavirus di torno (o ne servono due o basta un giorno sì e uno no?)



Chi è


Costituzione della Repubblica Italiana - Art. 92.
Il Governo della Repubblica é composto del Presidente del Consiglio e dei Ministri, che costituiscono insieme il Consiglio dei Ministri. Il Presidente della Repubblica nomina il Presidente del Consiglio dei Ministri e, su proposta di questo, i Ministri.
Secondo l'articolo sopra citato, il signor avvocato Giuseppe Conte è l'attuale "Presidente del Consiglio dei Ministri", piaccia o non piaccia. 
Ma nessuno o quasi lo indica con questa qualifica. Molte volte è "il premier", all'inglese. Altre è "il Presidente del Consiglio" per brevità. Prima o poi diranno "il Presidente", per essere ancora più brevi data l'alta frequenza delle citazioni e presentazioni. 
Il Consiglio che Giuseppe Conte presiede potrebbe essere il "Consiglio d'Istituto", il "Consiglio di Amministrazione" di un'industria o di una bocciofila e qualsiasi altro Consiglio. 
Se poi usassero dire "il Presidente" potrebbe esserlo di qualsiasi cosa, dal Presidente della Repubblica a Presidente dell'Assemblea Condominiale. Secondo me o lo si cita correttamente come "il Presidente del Consiglio dei Ministri" o se si vuole essere brevi basta dire "Giuseppe Conte" o "Giuseppi" o "Conte" e si capirebbe benissimo.




venerdì 20 marzo 2020

Parlando d'altro


Dobbiamo stare a casa per via del coronavirus. E ubbidientemente io a casa resto e, con la tv accesa, tutto il giorno sento parlare di contagiati, mascherine, tamponi, terapia intensiva, deceduti e di zuzzurelloni che fregandosene di norme e raccomandazioni se ne vanno bellamente a zonzo per la città.

Per non parlare sempre di Covid-19 dirò d'altro.

"Costituzione della Repubblica Italiana - Art. 53.
Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacita ` contributiva. Il sistema tributario e informato a criteri di progressivita."
La seconda parte dell'articolo è fra le poche più citate e adorate dagli attuali eredi del Partito Comunista Italiano. Per loro non ha rilevanza che nell'articolo si dica pure che si è "tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della capacità contributiva", tant'è vero che, complice l'inflazione, per molti la tassazione è aumentata avendo sì più reddito nominale ma meno reale capacità contributiva. 
E trovano sia in "ragione della capacità contributiva" anche tassare molto di più "per criteri di progressività" chi ha anche un solo euro di reddito più di altri, un solo euro oltre il limite stabilito decenni prima: vedasi per esempio la tassa sanitaria detta ticket.
Paradossalmente vogliono più tasse disincintivando la gente dal lavorare, produrre ricchezza e poterle pagare.
Per loro equità non fa rima con proporzionalità ma con progressività e parità. L'ideale sarebbe che se chi guadagna 100 è tassato al 20%, chi guadagna 200  sia tassato al 60%: per la progressività se guadagna il doppio deve pagare più del doppio, per la parità se il netto del primo è 80 anche il suo netto dev'essere 80. 
E chi vorrebbe mai lavorare di più per guadagnare di più? Meglio non lavorare e avere reddito di cittadinanza.

Chi non ha mai pagato non si sa se pagherà, mentre chi ha pagato si suppone che continuerà a farlo. E così tartassano chi è già tassato a beneficio di chi non lo è mai stato. È più semplice, comodo e sicuro. Per il principio di progressività pensano sia giusto e equo che solo chi più ha "concorso alla spesa pubblica" sia ulteriormente tassato. Se le imposte sono pagate in ragione della capacità contributiva e con criteri di progressività, se servono per fornire i pubblici servizi non vedo perché chi ne usufruisce debba pagare una tassa diversa a seconda delle imposte pagate. Non, come parrebbe logico, più si è già pagato e meno si deve pagare ma esattamente il contrario, rendendo così doppiamente vantaggioso evaderle. È come far pagare il biglietto del bus solo a chi ha l'abbonamento.
Magari si incentiverebbe di più l'onestà dei contribuenti se venisse premiata anziché punita.


Come rispettano la Costituzione



lunedì 16 marzo 2020

Pandemia


Stiamo in casa
Con tutto sto "stiamo in casa" chissà se dopo i malati dovuti al coronavirus non ci saranno quelli dovuti all'obesità da sedentari. Colpa di Salvini?

Lo sfottò
allora era: "Mi go l'orsetto e ti gnente, uhmma".
Oggi è: "io sto a casa e tu no, tiè". Simpatico per chi deve lavorare.
Ma sono gli stessi che ordinano state a almeno un metro di distanza, aggiungendo (potete disobbedire all'ordine ma) niente strette di mano, baci, abbracci.

Spot antivirus
"I mussi no capisse gnanca ripetendolo mille volte se non se usa el baston. E quando per anni i te conta bale vien da pensare che e sia sempre bale."

Regole non rispettabili
Non ti è mai capitato di vedere in una larga strada ben asfaltata in aperta campagna il limite di 30 Km/h e poi renderti conto che è stato messo lì anni prima quando facevano dei lavori e poi dimenticato o messo solo per multare? Da anni devo pensare che molte leggi italiane sono fatte per non essere rispettate o non fatte rispettare.

Cinesi
In tanti anni non avevo mai visto il negozio Shun Fa davanti casa mia chiuso un giorno.
Da giovedì lo è

Stimati cretini
Ci pensano un popolo di cretini o perché altro continuano a ripeterci le stesse cose. Comunque non ho capito come si possa essere abbracciati e baciati restando a un metro di distanza.

Autocertificazione
Tizia ha ottant'anni, non ha e non sa usare il computer e stampante, non può scaricare il modulo e farsi l'autocertificazione scritta, deve fare la spesa, il negozio più vicino è in altro comune e per arrivarci deve attraversarne un altro ancora. Vale anche l'autocertificazione verbale o deve recarsi senza autocertificazione non sa dove per avere il modulo e compilarlo per poi tornare nei suoi passi e recarsi in negozio?

Mah, per andare da qui a li mi chiedono una dichiarazione che magari non vale da li a qui, se invece arrivo da Timbuktu a Lampedusa mi fanno sbarcare senza tante storie, e guai se le fanno.

Virus, domande.
Il virus perché esiste? Dov'è quando non è nelle persone? Cosa fa tra un'epidemia e un'altra? Che benefici ottiene infestando i nostri polmoni? E se il paziente muore cosa ci guadagna? Vive poco ma si moltiplica molto?



Promesse di politico


Devono essere passati molti anni, non ricordo quanti. Ma ricordo la promessa di Berlusconi di portare a un milione di lire le pensioni minime mensili. Era sicuramente prima dell'avvento dell'euro, una ventina di anni fa.
Ora i politici promettono e chiedono fiducia per combattere il Covid-19. Non sono i politici di allora ma anche questi sono politici e magari peggio di quelli.
Ricordo ancora il valore di cambio dalla lira all'euro: 1936.27 e 1.000.000 di lire corrispondono a 516,45 euro.
Ho guardato la pensione di marzo 2020 di mia moglie: euro 512,54. Meno del milione di lire promesso da Berlusconi, dopo molti anni e molti governi di tutti i colori, molto meno dei 700 euro del reddito di cittadinanza, poco più di quello che si regala allo straniero ultrassessantacinquenne che mai in Italia ha lavorato e pagato contributi e tasse.
Mentre lei ha sempre lavorato e pagato contributi eccetto per il tempo necessario a crescere tre figli che ora continuano a pagare tasse e contributi.
Forse perché non è straniera, forse perché non ha reclamato, forse perché in minoranza con poco potere e pochi voti, forse perchè è regolarmente sposata e non solo convivente fatto sta che oltre ad avere una pensione inferiore al famoso milione di lire deve anche pagare la tassa sanitaria (ticket) e nessuno può dedurre le sue spese deducibili, mediche o altre.
Capisco che ora non sia il momento di parlare di queste cose, ora c'è il problema Covid-19 e sue conseguenze: di questo solo si deve parlare. Peccato che il momento giusto non ci sia mai, per un motivo o l'altro. 



venerdì 13 marzo 2020

Decreti


In attesa che venga emesso un decreto che impone di parlare solo di coronavirus e derivati e di elogiare il governo, avevo pensato di scrivere qualcosa di diverso, ma sedutomi per farlo, accesa la tv non ho sentito che parlare di coronavirus e non ricordo più di cosa volevo parlare.
Così parlo di questo e di quello. In questi giorni si dice di forze dell'ordine impegnate a verificare il rispetto della legge. In osservanza della Costituzione (Art. 32.La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti.) il governo ha disposto la cosidetta quarantena, in pratica l'obbligo per i cittadini di rispettare limiti alla libertà di movimento.
Giusto e doveroso, e chi non rispetta la regola è punito "con tre mesi di carcere o una multa di 206 euro". Io non capisco questa discrezionalità nelle sanzioni: trovo che chi fuma nella cabina dell'ascensore è punibile con una multa da 27,50 a 275 euro, che mi pare una differenza enorme. Come mi pare enorme la differenza tra tre mesi di carcere (che mal che vada oltre alla privazione della libertà comportano una perdita di almeno 3000 euro) e la multa di 206 euro. Si deve aver fiducia nella giustizia, io non ne ho.

Quello che non mi quadra è perchè sia giusto punire e moralmente condannabile chi viola un provvedimento preso in nome dell'art 32 della Costituzione e non condannabile ma encomiabile chi ha violato un provvedimento preso in nome dell'Art. 52."La difesa della Patria è sacro dovere del cittadino." 
Avendo ancora un po' di memoria, ricordo che una certa Carola Rackete non solo non è stata condannata per avere violato il divieto ma è stata osannata in Europa e perfino in Italia. Sarà perchè era cittadina tedesca, ossia del paese egemone in Europa, "colà dove si puote ciò che si vuole", per dirla come Dante.
Non mi pare normale gridare allo scandalo e al reato per un centinaio di stranieri, che si trovavano al sicuro su una nave libera di andarsene altrove, cui è stato vietato per qualche giorno di mettere piede in terra italiana e si ritenga solo un dovere tenere sequestrati in casa per settimane milioni di italiani. 
Si dirà che privare gli italiani della libertà è per il loro bene e per il bene del Paesee in base all'art.32 della Costituzione: è l'opinione degli attuali governanti e che condivido. Ma non capisco perché impedire di sbarcare a un centinaio di sconosciuti non debba essere considerato fatto per il bene degli italiani e del Paese in base all'art.52 della Costituzione e secondo l'opinione dei legittimi governanti di allora. E non capisco perché chi va fare una passeggiata utile ma non strettamente necessaria sia passibile d'arresto e riprovazione e chi sperona una nave della nostra Guardia di Finanza se ne possa tornare liberamente a casa osannata dall'Europa tutta.

Credo sia lecito pensare che in caso di epidemia per i decreti governativi c'entri qualcosa il Ministero della Salute. Ed è lecito aspettarsi che  i provvedimenti siano presi con la tempestività necessaria per non dare tempo al contagio di diffondersi. Non so se in questo caso di coronavirus ciò sia avvenuto, probabilmente no visto che ora è in quarantena tutta l'Italia. Ma se questo dipende dal Ministero della Salute non mi meraviglia molto, visto che in 25 anni di attenzione non è riuscito a risolvere il problema dell'adeguamento al mutato costo della vita del limite di reddito per le esenzioni dalla tassa sanitaria, anche se dal punto di vista matematico si tratta di una semplice moltiplicazione