Ho visto un grande manifesto con il signor Bersani che si rimbocca le maniche: che sia la volta che va a lavorare? A Napoli?
venerdì 22 ottobre 2010
giovedì 7 ottobre 2010
Pretesti.
Che chi fa politica aspiri a governare mi pare naturale, specialmente se per decenni non ne ha avuto la possibilità. Mi pare meno naturale che per governare anzichè cercare il consenso degli elettori si cerchi di inventare necessità inesistenti, come quella di cambiare la Legge Elettorale. Che ci sia necessità di un nuovo governo per approvare una nuova legge elettorale mi sembra una colossale montatura: non basta fare una proposta di legge? Se la maggioranza la vota diventa Legge, qualsiasi sia il governo in carica e non credo che solo il Governo possa proporre le leggi. Non serve possedere un autobus per usarlo, basta comprare un biglietto! Certo che se si propone una legge che consenta di votare solo se stessi, consideri ineleggibili gli avversari e nulli i voti dati a loro probabilmente non sarebbe approvata, come non lo sarebbe una che evidentemente si proponesse di danneggiare la maggioranza: per cambiare una legge non è indispensabile un governo ad hoc, basta una buona ragionevole proposta.
Se l'inadeguatezza della legge vigente a garantire la durata della legislatura può essere un buon motivo per cambiarla, insistere invece per l'impossibilià di scegliere i rappresentanti mi sembra di più un pretesto. Poter scegliere all'interno delle liste, sempre comunque fatte dai partiti, è come poter scegliere i componenti di un televisore o di un veicolo: uno molto esperto preferisce sceglierli uno per uno e farselo su misura, uno meno esperto sceglierà quello con il maggior numero di componenti preferiti, uno inesperto si accontenta di scegliere quello che gli pare funzioni meglio. Per me non è "assolutamente indispensabile" poter scegliere fra i componenti di un televisore, di un'auto o di una lista elettorale.
Se l'inadeguatezza della legge vigente a garantire la durata della legislatura può essere un buon motivo per cambiarla, insistere invece per l'impossibilià di scegliere i rappresentanti mi sembra di più un pretesto. Poter scegliere all'interno delle liste, sempre comunque fatte dai partiti, è come poter scegliere i componenti di un televisore o di un veicolo: uno molto esperto preferisce sceglierli uno per uno e farselo su misura, uno meno esperto sceglierà quello con il maggior numero di componenti preferiti, uno inesperto si accontenta di scegliere quello che gli pare funzioni meglio. Per me non è "assolutamente indispensabile" poter scegliere fra i componenti di un televisore, di un'auto o di una lista elettorale.
venerdì 24 settembre 2010
Affezione
Il signor Piero Fassino dice che se si viene sottoposti a 1000 processi e non si subisce alcuna condanna non si può parlare di persecuzione da parte della magistratura, che è sempre la stessa.
Preferirei che fosse ben distinta quella che accusa (PM) da quella che assolve (Giudici), ma evidentemente al signor Fassino piace che sia sempre la stessa cosa.
Naturalmente se ogni giorno i carabinieri vanno a trovarlo, lo portano in caserma e lì il comandate ogni giorno gli dice che si sono sbagliati e lo lascia libero di tornarsena a casa, il buon Piero dice che l'Arma gli è affezionata: altro che persecuzione!
Preferirei che fosse ben distinta quella che accusa (PM) da quella che assolve (Giudici), ma evidentemente al signor Fassino piace che sia sempre la stessa cosa.
Naturalmente se ogni giorno i carabinieri vanno a trovarlo, lo portano in caserma e lì il comandate ogni giorno gli dice che si sono sbagliati e lo lascia libero di tornarsena a casa, il buon Piero dice che l'Arma gli è affezionata: altro che persecuzione!
Giustizia
La Giustizia italiana funziona male, è lenta, l'organico è insufficiente: servono più soldi.
Considerando la situazione attuale, in alternativa si potrebbe:
Considerando la situazione attuale, in alternativa si potrebbe:
- diminuire gli stipendi e aumentare gli organici;
- ridurre le ferie e aumentare le ore di lavoro.
martedì 21 settembre 2010
L'avversario
Sento politici affermare che gli avversari sono inetti, incapaci di affrontare i problemi e di risolverli, quegli stessi problemi che loro ancor più non sanno affrontare né risolvere. È come se un ciclista che mai riesce a vincere contro un altro corridore affermasse che questi non sa correre, è una schiappa: se dicesse che è un grande atleta se ne dedurrebbe che lui lo è un po' meno, invece così tutti pensano che è solo più schiappa.
venerdì 17 settembre 2010
Integrazione
Perchè affannarsi tanto, perchè compiacerne i vizi per favorire l'integrazione di chi non vuole integrarsi? Se fossimo meno ossessionati dalla paura di essere razzisti, se nella nostra Patria rifiutassimo comportamenti contrari alla nostra civiltà e alla nostra storia, se facessimo sentire negativamente emarginato chi persiste in tali comportamenti, penso che la maggioranza degli stranieri cercherebbe di integrarsi evitandoli. Vale per loro quello che varrebbe per gli evasori fiscali, i maleducati che buttano le cicche dove capita, i possessori di cani che sporcano le città: sentendosi moralmente condannati dalla comunità, si comporterebbero diversamente. Se invece le loro abitudini sono accettate continueranno a praticarle e a vivere nel loro mondo senza necessità o desiderio di integrazione.
Comportandoci normalmente, senza tema di essere considerati razzisti, senza paura di offendere inesistenti obblighi religiosi, quando vediamo una signora in burqa potremmo farci una bella risata per quel suo modo carnevalesco di presentarsi in pubblico: se è una sua scelta forse cercherà di apparire meno ridicola, se invece vi è costretta contro la sua volontà allora ben venga la condanna di chi la obbliga tenendola in soggezione o in schiavitù.
Non costringiamo a integrarsi chi non vuole, ma sarebbe meglio per tutti che chi non accetta i nostri valori e le nostre leggi - compresa quella che vieta i mascheramenti nei casi non previsti - se ne tornasse da dove è venuto, là dove sono considerati difetti quelli che per noi sono pregi.
Comportandoci normalmente, senza tema di essere considerati razzisti, senza paura di offendere inesistenti obblighi religiosi, quando vediamo una signora in burqa potremmo farci una bella risata per quel suo modo carnevalesco di presentarsi in pubblico: se è una sua scelta forse cercherà di apparire meno ridicola, se invece vi è costretta contro la sua volontà allora ben venga la condanna di chi la obbliga tenendola in soggezione o in schiavitù.
Non costringiamo a integrarsi chi non vuole, ma sarebbe meglio per tutti che chi non accetta i nostri valori e le nostre leggi - compresa quella che vieta i mascheramenti nei casi non previsti - se ne tornasse da dove è venuto, là dove sono considerati difetti quelli che per noi sono pregi.
martedì 7 settembre 2010
Schifezza.
Non passa giorno senza che senta dire che "questa legge elettorale", "questo porcellum", è "una porcata", è "una schifezza", "non piace a nessuno". Se tanti lo dicono sarà anche vero. Tanti la vogliono cambiare, ma ciascuno nel modo più favorevole alla sua parte o particella politica o ai suoi personali interessi elettorali e più dannoso per gli avversari: non si mettono d'accordo e non cambiano niente.
Dicono anche che "i cittadini vogliono riappropriarsi del diritto di eleggere i propri rappresentanti" e che questo diritto negato è la più grave pecca della legge vigente.
Non sono più tanto giovane e forse la mia memoria non funziona tanto bene, ma sicuramente - proprio per la mia età - ho votato un'infinità di volte e non ne ricordo una in cui abbia potuto preferire il mio amico Giovanni senza essere invece obbligato a scegliere fra i vari Giuseppe, Francesco, Giacobbe che non conoscevo o mi stavano antipatici.
Dicono anche che "i cittadini vogliono riappropriarsi del diritto di eleggere i propri rappresentanti" e che questo diritto negato è la più grave pecca della legge vigente.
Non sono più tanto giovane e forse la mia memoria non funziona tanto bene, ma sicuramente - proprio per la mia età - ho votato un'infinità di volte e non ne ricordo una in cui abbia potuto preferire il mio amico Giovanni senza essere invece obbligato a scegliere fra i vari Giuseppe, Francesco, Giacobbe che non conoscevo o mi stavano antipatici.
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