domenica 16 novembre 2008

Villari

Villari o non Villari: questo è il problema.

Cerco, con buona volontà, di capire perché la scelta di questo signore possa comportare conseguenze paragonabili a quelle derivanti a suo tempo dalla scelta di Elena.

Credo che le cose stiano così:
  • il presidente della Commissione di Vigilanza sulla RAI-TV è scelto da una commissione che decide a maggioranza qualificata;
  • la maggioranza é qualificata per garantire una scelta gradita anche all'opposizione;
  • sembra evidente che tale norma miri all'accordo e non allo scontro, alla scelta di persona a garanzia non a dispetto;
  • per consuetudine la maggioranza accettava il candidato dell'opposizione e questa, credo, nello spirito della norma non candidava persone inaccettabili;
  • così, a parti invertite, si è comportata recentemente la maggioranza in occasione della scelta per altro incarico istituzionale;
  • la minoranza, adducendo un diritto consuetudinario, ha insistito su un candidato ritenuto inaccettabile, creando una prolungata fase di stallo;
  • per uscire dallo stallo, nel pieno rispetto della legge, è stata scelta una persona appartenente, secondo la prassi, alla minoranza. Il dottor Villari, appunto.
Se quanto sopra è vero, non capisco perché:
  • la maggioranza vada incontro alle richieste della minoranza e questa non faccia altrettanto;
  • si gridi al "regime" quando viene applicata la legge esistente, osservando per quanto possibile anche la prassi;
  • si consideri arrogante chi non cede all'arroganza altrui;
  • si gridi al tradimento se uno mette in pratica le promesse elettorali, pensando al Paese;
  • se si vuole che il presidente della commissione sia persona scelta esclusivamente dall'opposizione, non si traduca la invocata prassi in legge, chiaramente valida per tutti e in ogni caso.

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