lunedì 25 febbraio 2008

Prezzi

Che i prezzi al consumo siano aumentati in misura notevole dopo l'adozione dell'euro ormai lo riconoscono tutti. Per alcuni i principali responsabili sono i commercianti e il governo Berlusconi. Non ho alcuna simpatia per i commercianti ma noto che nella grande distribuzione i prezzi sono tutt'altro che inferiori. Sicuramente l'accusa di avidità e di speculazione rivolta ai lavoratori autonomi può essere estesa anche alle multinazionali del settore, quello che non riesco a capire è come mai le grandi cooperative di consumo non siano altrettanto sotto accusa pur praticando prezzi analoghi. Quanto al governo Berlusconi accusato di non aver fatto non so che cosa è in buona compagnia col seguente governo Prodi durante il quale i prezzi hanno continuato a salire e forse anche con quello precedente che ha impostato l'avvio dell'euro. Limitandomi alla parte di aumento dovuta a speculazione e non a effettivo aumento dei costi, io credo che i commercianti facciano il loro mestiere: vendere la merce al prezzo per loro più conveniente, il più alto possibile tenendo conto di eventuali conseguenti minori vendite. Ma se chi compra non vuole o non può rinunciare ad acquistare a qualsiasi prezzo non ci saranno limiti all'aumento. Anche l'euro ha la sua parte di colpa: passare da poco più di un euro a poco meno di due può sembrare un aumento insignificante, mentre non lo era passare da 2000 a 3800 lire; oggi può sembrare normale arrotandare a 1 o 10 euro superiori, mentre prima si arrotondava alle 500, 1000, 5000 lire.Tutti i politici sanno e dicono che non si può vivere oggi con i soldi che bastavano ai tempi della lira, ma non sento nessuno che proponga di cominciare a prenderne atto adeguando i limiti calcolati nel secolo scorso per diritti o doveri commisurati al reddito.

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