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All'imbecillità non c'è limite! Cosa c'entri una corsa ciclistica - comunque denominata - con la politica lo sanno solo loro: ma se anche fosse una cosa ciclopolitica va accettata, in democrazia, come sono accettate le cose gastropolitiche.
Da quello che ho capito se la prendono con il "Giro di Padania" perché lo ritengono non so cosa. Sicuramente per lo stesso motivo useranno solo Parmigiano Reggiano aborrendo il Grana Padano che io invece uso abitualmente: costa meno, non vivo in reggia io.
La provincia di Savona è in parte extrapadana con le acque che finiscono direttamente nel mar Ligure, ma quelle dell'altra parte finiscono nel Po, nella Padania. Però non credo sia questo il motivo dell'insurrezione, penso invece che avendo tirato fuori dai cassetti le bandiere rosse per lo sciopero generale del 6, visto che c'erano le hanno usate anche il 7: due piccioni con una fava, due manifestazioni con un'unica lavata-e-stirata (se le bandiere vanno lavate e stirate prima di essere riposte).
Sotto casa un gran traffico di auto della polizia a sirene spiegate: guardo fuori, le vedo manovrare contromano (sarà qualcosa di grave!) e dopo un po' vedo passare quattro ciclisti. Tanto rumore per nulla, penso. Ma il rumore continua e dopo qualche tempo passa un bel gruppo di corridori con le "ammiraglie" al seguito: mi sovviene d'aver letto il giorno prima del "Giro di Padania" (di solito i ciclisti veri passano sull'Aurelia, non nelle ristrette strade a senso unico del centro). Poi alla sera apprendo alla TV di quanto grande possa essere l'imbecillità umana, anche a Savona.
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giovedì 8 settembre 2011
mercoledì 7 settembre 2011
Unità.
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Unità d'Europa: abbiamo la moneta unica ma non è giusto che gli stati virtuosi del Nord si accollino gli sperperi degli stati viziosi del Sud.
Unità d'Italia: abbiamo la nazione unica ed è giusto che le regioni virtuose del Nord si accollino gli sperperi delle regioni viziose del Sud.
Nota.
Negli sport ci sono squadre di adulti e squadre di giovani: ognuna gareggia solo con squadre della stessa categoria.
Nell'Eurozona ci sono stati di regioni "adulte", di regioni "giovani", di regioni "giovani" e "adulte": ognuno gareggia anche contro stati di diversa categoria.
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Unità d'Europa: abbiamo la moneta unica ma non è giusto che gli stati virtuosi del Nord si accollino gli sperperi degli stati viziosi del Sud.
Unità d'Italia: abbiamo la nazione unica ed è giusto che le regioni virtuose del Nord si accollino gli sperperi delle regioni viziose del Sud.
Nota.
Negli sport ci sono squadre di adulti e squadre di giovani: ognuna gareggia solo con squadre della stessa categoria.
Nell'Eurozona ci sono stati di regioni "adulte", di regioni "giovani", di regioni "giovani" e "adulte": ognuno gareggia anche contro stati di diversa categoria.
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giovedì 1 settembre 2011
Esenzioni dal ticket
Esenzioni dal ticket
Ultimo aggiornamento: 03 Maggio 2011
FAQ - Esenzioni per reddito
3. Il limite di reddito cui si fa riferimento per il riconoscimento del diritto all'esenzione viene periodicamente aggiornato?
No, è fissato dalla legge e può essere aggiornato solo con una modifica legislativa. Il problema dell'adeguamento del limite di reddito previsto per l'esenzione dalla partecipazione alla spesa sanitaria al crescente costo della vita è, tuttavia, da tempo all'attenzione del Ministro della salute e di tutto il Governo.
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Non so quando questa risposta sia stata inserita nelle FAQ, sicuramente molto prima del 3 maggio 2011.
Il limite è stato fissato nel 1993, nel secolo scorso, ai tempi della vecchia lira, 50% di inflazione fa.
Il problema è sempre all'attenzione del Ministro e tale rimarrà in secula seculorum, amen: senza soluzione.
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domenica 28 agosto 2011
Integrazione
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"Avanti c'è posto!" così gridava il bigliettaio. Si saliva sul filobus (el tran co'e tirache) dalla porta posteriore e il bigliettaio era lì subito a destra, seduto sul suo tronetto sopra la ruota, un po' più alto di noi passeggeri, al di là del ripiano con cassetti per soldi e biglietti. Secondo lui davanti c'era sempre posto, anche quando il tram era pieno come un uovo, ad ogni fermata sempre più stretti fino a quando - quasi arrivati - erano più quelli che scendevano di quelli che salivano. Per certi nostri politici anche in Italia c'è sempre posto per tutti, basta accoglienza e integrazione: viaggiano con la scorta, se ne stanno ben lontano dai luoghi a rischio, ma già sognano voti futuri.
Arrivano i necessari e i superflui, gli utili e i dannosi, i lavoratori e i nullafacenti: tutti vanno generosamente accolti, tanto disagi e costi non toccano la "casta", più ne arrivano e meglio è.
Poi capita quello che trovo sul "Giornale di Vicenza".
"È stata una scelta obbligata: abbiamo deciso di portare nostro figlio in un'altra scuola. Inizierà la prima elementare a Tavernelle». Questa la decisione di Andrea Perin, residente ad Alte [fraz.di Montecchio Maggiore - VI], presa dopo la visita alla scuola elementare di Alte e dopo aver constatato la numerosa presenza di bambini di origine straniera presenti tra i banchi. «Non sono il solo ad aver preso questa decisione, altri quattro bambini della classe di mio figlio andranno a scuola a Tavernelle e uno a Brendola [due località a qualche Km]».
E pensare che il suo giudizio sulla scuola è positivo: «Una bella struttura quella della Zanella, insegnanti capaci e personale preparato ma ci sono troppi bambini stranieri».
In merito alla questione, finita anche sui media nazionali, il sindaco Milena Cecchetto ha richiesto l'aiuto della Regione per migliorare l'integrazione tra le classi della materna e della elementare di Alte.
Continua Perin: «La zona di Alte è praticamente un ghetto, alla sera non esco perché in piazza ci sono solo loro. Parlano la loro lingua, stanno tra di loro e io rimango in casa; le scuole stanno inesorabilmente raggiungendo la stessa fine. Io vivo ad Alte da molto tempo ma ora sto cercando di vendere casa e spostarmi».
Quest'anno, nella sola scuola elementare Zanella, la percentuale degli studenti di origine straniera iscritti al primo anno è del 62%, con una punta che supera il 70%. «Non voglio che mio figlio vada in una classe così. Un rapporto 30/70 stranieri/italiani è accettabile, ma di più no». È lo sfogo di Perin che lo ha portato alla decisione di iscrivere il figlio alle scuole elementari di Tavernelle: «L'integrazione tra i bambini dovrebbe essere più semplice che tra adulti ma il problema sorge nel momento in cui ci sono molti stranieri nella classe, loro si aggregano e isolano gli italiani. In questo modo si crea la classe ghetto».
Poi conclude: «Se le classi ritornassero ad un rapporto stranieri-italiani normale allora più italiani porterebbero i loro bambini alla Zanella ma la situazione andava studiata e prevista, ora è difficile vedere uno spiraglio. Sempre più genitori come me preferiscono fare un po' di strada in più, sebbene la scuola di Alte sia a 300 metri da casa, e portare i figli in un ambiente più omogeneo».
Quando parlano di "accoglienza e integrazione" penso che sia
la maggioranza ad accogliere la minoranza e la minoranza ad integrarsi con la maggioranza, tutto dipende chi è l'una e chi l'altra: io pensavo che gli stranieri dovessero essere accolti dai locali e si integrassero con essi, non il contrario.
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"Avanti c'è posto!" così gridava il bigliettaio. Si saliva sul filobus (el tran co'e tirache) dalla porta posteriore e il bigliettaio era lì subito a destra, seduto sul suo tronetto sopra la ruota, un po' più alto di noi passeggeri, al di là del ripiano con cassetti per soldi e biglietti. Secondo lui davanti c'era sempre posto, anche quando il tram era pieno come un uovo, ad ogni fermata sempre più stretti fino a quando - quasi arrivati - erano più quelli che scendevano di quelli che salivano. Per certi nostri politici anche in Italia c'è sempre posto per tutti, basta accoglienza e integrazione: viaggiano con la scorta, se ne stanno ben lontano dai luoghi a rischio, ma già sognano voti futuri.
Arrivano i necessari e i superflui, gli utili e i dannosi, i lavoratori e i nullafacenti: tutti vanno generosamente accolti, tanto disagi e costi non toccano la "casta", più ne arrivano e meglio è.
Poi capita quello che trovo sul "Giornale di Vicenza".
"È stata una scelta obbligata: abbiamo deciso di portare nostro figlio in un'altra scuola. Inizierà la prima elementare a Tavernelle». Questa la decisione di Andrea Perin, residente ad Alte [fraz.di Montecchio Maggiore - VI], presa dopo la visita alla scuola elementare di Alte e dopo aver constatato la numerosa presenza di bambini di origine straniera presenti tra i banchi. «Non sono il solo ad aver preso questa decisione, altri quattro bambini della classe di mio figlio andranno a scuola a Tavernelle e uno a Brendola [due località a qualche Km]».
E pensare che il suo giudizio sulla scuola è positivo: «Una bella struttura quella della Zanella, insegnanti capaci e personale preparato ma ci sono troppi bambini stranieri».
In merito alla questione, finita anche sui media nazionali, il sindaco Milena Cecchetto ha richiesto l'aiuto della Regione per migliorare l'integrazione tra le classi della materna e della elementare di Alte.
Continua Perin: «La zona di Alte è praticamente un ghetto, alla sera non esco perché in piazza ci sono solo loro. Parlano la loro lingua, stanno tra di loro e io rimango in casa; le scuole stanno inesorabilmente raggiungendo la stessa fine. Io vivo ad Alte da molto tempo ma ora sto cercando di vendere casa e spostarmi».
Quest'anno, nella sola scuola elementare Zanella, la percentuale degli studenti di origine straniera iscritti al primo anno è del 62%, con una punta che supera il 70%. «Non voglio che mio figlio vada in una classe così. Un rapporto 30/70 stranieri/italiani è accettabile, ma di più no». È lo sfogo di Perin che lo ha portato alla decisione di iscrivere il figlio alle scuole elementari di Tavernelle: «L'integrazione tra i bambini dovrebbe essere più semplice che tra adulti ma il problema sorge nel momento in cui ci sono molti stranieri nella classe, loro si aggregano e isolano gli italiani. In questo modo si crea la classe ghetto».
Poi conclude: «Se le classi ritornassero ad un rapporto stranieri-italiani normale allora più italiani porterebbero i loro bambini alla Zanella ma la situazione andava studiata e prevista, ora è difficile vedere uno spiraglio. Sempre più genitori come me preferiscono fare un po' di strada in più, sebbene la scuola di Alte sia a 300 metri da casa, e portare i figli in un ambiente più omogeneo».
Quando parlano di "accoglienza e integrazione" penso che sia
la maggioranza ad accogliere la minoranza e la minoranza ad integrarsi con la maggioranza, tutto dipende chi è l'una e chi l'altra: io pensavo che gli stranieri dovessero essere accolti dai locali e si integrassero con essi, non il contrario.
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sabato 27 agosto 2011
L'istrice
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"Gli aculei si staccano facilmente per poter trafiggere l'avversario e capita che quando li rizza per difesa, alcuni di essi si stacchino grazie alla contrazione dei muscoli."
Leggo questo dell'istrice e penso al PD.
Come sempre il partito è sano, è solo un partito istrice: si serve dei suoi dirigenti come l'istrice dei suoi aculei, abbandonati per salvare la pelle.
Wikio
"Gli aculei si staccano facilmente per poter trafiggere l'avversario e capita che quando li rizza per difesa, alcuni di essi si stacchino grazie alla contrazione dei muscoli."
Leggo questo dell'istrice e penso al PD.
Come sempre il partito è sano, è solo un partito istrice: si serve dei suoi dirigenti come l'istrice dei suoi aculei, abbandonati per salvare la pelle.
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giovedì 25 agosto 2011
Amnesie
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Un giorno sì e l'altro pure sento dire "sono X mesi, sono Y anni che diciamo di fare questo e di fare quello e il governo non ha fatto nulla". X e Y sono variabili in ragione del giorno in cui ripetono questa frase, cioè i mesi e gli anni passati da quando non sono più al governo.
Ed è proprio questo che m'irrita: non si ricordano o non vogliono ricordare che prima erano loro al governo e potevano fare e avrebbero potuto fare e governare per altri tre anni, solo che ne fossero stati capaci.
Dicono anche "Siete al governo dal 2001": evidentemente pensano che il governo Prodi sia stato una nullità, e forse in questo hanno ragione.
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Un giorno sì e l'altro pure sento dire "sono X mesi, sono Y anni che diciamo di fare questo e di fare quello e il governo non ha fatto nulla". X e Y sono variabili in ragione del giorno in cui ripetono questa frase, cioè i mesi e gli anni passati da quando non sono più al governo.
Ed è proprio questo che m'irrita: non si ricordano o non vogliono ricordare che prima erano loro al governo e potevano fare e avrebbero potuto fare e governare per altri tre anni, solo che ne fossero stati capaci.
Dicono anche "Siete al governo dal 2001": evidentemente pensano che il governo Prodi sia stato una nullità, e forse in questo hanno ragione.
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