domenica 28 agosto 2011

Integrazione

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"Avanti c'è posto!" così gridava il bigliettaio. Si saliva sul filobus (el tran co'e tirache) dalla porta posteriore e il bigliettaio era lì subito a destra, seduto sul suo tronetto sopra la ruota, un po' più alto di noi passeggeri, al di là del ripiano con cassetti per soldi e biglietti. Secondo lui davanti c'era sempre posto, anche quando il tram era pieno come un  uovo, ad ogni fermata sempre più stretti fino a quando - quasi arrivati - erano più quelli che scendevano di quelli che salivano. Per certi nostri politici anche in Italia c'è sempre posto per tutti, basta accoglienza e integrazione:  viaggiano con la scorta, se ne stanno ben lontano dai luoghi a rischio, ma già sognano voti futuri
Arrivano i necessari e i superflui, gli utili e i dannosi, i lavoratori e i nullafacenti: tutti vanno generosamente accolti, tanto disagi e costi non toccano la "casta", più ne arrivano e meglio è.
Poi capita quello che trovo sul "Giornale di Vicenza".
"È stata una scelta obbligata: abbiamo deciso di portare nostro figlio in un'altra scuola. Inizierà la prima elementare a Tavernelle». Questa la decisione di Andrea Perin, residente ad Alte [fraz.di Montecchio Maggiore - VI], presa dopo la visita alla scuola elementare di Alte e dopo aver constatato la numerosa presenza di bambini di origine straniera presenti tra i banchi. «Non sono il solo ad aver preso questa decisione, altri quattro bambini della classe di mio figlio andranno a scuola a Tavernelle e uno a Brendola [due località a qualche Km]».
E pensare che il suo giudizio sulla scuola è positivo: «Una bella struttura quella della Zanella, insegnanti capaci e personale preparato ma ci sono troppi bambini stranieri».
In merito alla questione, finita anche sui media nazionali, il sindaco Milena Cecchetto ha richiesto l'aiuto della Regione per migliorare l'integrazione tra le classi della materna e della elementare di Alte.
Continua Perin: «La zona di Alte è praticamente un ghetto, alla sera non esco perché in piazza ci sono solo loro. Parlano la loro lingua, stanno tra di loro e io rimango in casa; le scuole stanno inesorabilmente raggiungendo la stessa fine. Io vivo ad Alte da molto tempo ma ora sto cercando di vendere casa e spostarmi».
Quest'anno, nella sola scuola elementare Zanella, la percentuale degli studenti di origine straniera iscritti al primo anno è del 62%, con una punta che supera il 70%. «Non voglio che mio figlio vada in una classe così. Un rapporto 30/70
stranieri/italiani è accettabile, ma di più no». È lo sfogo di Perin che lo ha portato alla decisione di iscrivere il figlio alle scuole elementari di Tavernelle: «L'integrazione tra i bambini dovrebbe essere più semplice che tra adulti ma il problema sorge nel momento in cui ci sono molti stranieri nella classe, loro si aggregano e isolano gli italiani. In questo modo si crea la classe ghetto».
Poi conclude: «Se le classi ritornassero ad un rapporto stranieri-italiani normale allora più italiani porterebbero i loro bambini alla Zanella ma la situazione andava studiata e prevista, ora è difficile vedere uno spiraglio. Sempre più genitori come me preferiscono fare un po' di strada in più, sebbene la scuola di Alte sia a 300 metri da casa, e portare i figli in un ambiente più omogeneo».
 
Quando parlano di "accoglienza e integrazione" penso che sia
 la maggioranza ad accogliere la minoranza e la minoranza ad integrarsi con la maggioranza, tutto dipende chi è l'una e chi l'altra: io pensavo che gli stranieri dovessero essere accolti dai locali e si integrassero con essi, non il contrario.


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