Non capisco cosa intendano i politici quando dicono e ripetono come un mantra "famiglie che non arrivano alla quarta settimana". Se le entrate mensili di una famiglia bastano non per quattro (lasciamo perdere i rotti, come se i mesi fossero tutti febbrai non bisestili) ma per tre settimane, il primo mese non arriverà alla quarta settimana, il secondo non arriverà alla terza, il quarto alla seconda, il quinto non arriverà al mese a meno che non faccia una settimana ogni tre senza consumare nulla di nulla, qualcuno tutti i mesi sostenga le spese di quella settimana, intacchi il capitale o accumuli debito su debito. Se invece tutti i mesi può arrivare alla terza settimana per un anno o due senza alcuno degli interventi precedenti, significa che in un mese ha avuto reddito per tre settimane e in tutti gli altri per quattro ma un quarto del reddito serviva a pagare l'arretrato del mese precedente. C'è qualche altra possibilità?
sabato 19 giugno 2010
giovedì 17 giugno 2010
Efficienza
Al fine di rendere più efficienti e produttive le intercettazioni telefoniche si pensa ad una proposta di legge che:
1) vieti ai mafiosi l'uso dei "pizzini" e le telefonate coinvolgenti altre persone artatamente tendenti a sovradimensionare, ingolfare e depistare le indagini;
2) obblighi i criminali solitari all'uso contemporaneo di due telefonini, uno per raccontarsi e l'altro per ascoltarsi le proprie malefatte.
1) vieti ai mafiosi l'uso dei "pizzini" e le telefonate coinvolgenti altre persone artatamente tendenti a sovradimensionare, ingolfare e depistare le indagini;
2) obblighi i criminali solitari all'uso contemporaneo di due telefonini, uno per raccontarsi e l'altro per ascoltarsi le proprie malefatte.
martedì 15 giugno 2010
Il dilemma.
Mi par di capire che per alcuni campani il problema posto dalla Fiat non sia "se potrò o non potrò lavorare", ma il quasi insolubile dilemma "se potrò darmi malato e scioperare, da dipendente o da disoccupato".
Per il signor Alighieri l'Italia era il "bel paese là dove 'l sì suona": ma erano altri tempi, oggi alcuni conoscono solo il no.
Per il signor Alighieri l'Italia era il "bel paese là dove 'l sì suona": ma erano altri tempi, oggi alcuni conoscono solo il no.
martedì 8 giugno 2010
Ricchi e poveri.
Tutto è relativo. Immancabilmente, scaldandosi e alzando la voce, la signora Turco del PD (già DS, PDS e PCI) reclama e pretende più equità, che i ricchi siano meno ricchi e i poveri meno poveri. Dovrei pensare che chi parla di equità abbia in mente qualcosa che valga per tutti e non solo per gli altri. Non capisco come possa considerare equo che un operaio guadagnando 1200 euro al mese debba contribuire a farle avere un reddito almeno dieci volte tanto. Probabilmente i ricchi che devono diventare meno ricchi sono quelli che guadagnano più di lei e i poveri che devono diventare meno poveri sono quelli che guadagnano come o meno di lei. "La mia indennità è di 5000 euro al mese"dichiara, e già sarebbe 10 volte il reddito di mia moglie. Poi aggiunge "più altri 5000, ma una parte la do al partito" e qualcun altro precisa che le indennità dei parlamentari arrivano a 20000 euro mensili. Non so se parlando di equità intende portare il reddito di tutti gli italiani a 20000 euro mensili ed ho qualche dubbio che questo sia possibile; così come stanno le cose per i molti italiani che guadagnano si e no 1200 euro al mese lei è ricca e per chi ne guadagna meno di 500 è straricca, come per lei lo è Berlusconi.
Il motto dei molti come lei è "Liberté, égalité, fraternité: spogliatevi voi vestitemi me", avrebbe detto mio padre.
Il motto dei molti come lei è "Liberté, égalité, fraternité: spogliatevi voi vestitemi me", avrebbe detto mio padre.
sabato 1 maggio 2010
Bamboccioni
Da "il Gazzettino":
Padova e Venezia, genitori dal giudice:«Cacciate di casa i figli bamboccioni»
Prima sentenza di un tribunale: 38enne con lavoro part-time obbligata ad andarsene.
Forse Bossi ci fa un pensierino: se un giudice ritiene che vent'anni dalla maggiore età bastino per poter badare a se stessi, magari - mutatis mutandis - potrebbe pensare la stessa cosa per gli oltre sessanta dall'avvento della Repubblica Italiana.
Padova e Venezia, genitori dal giudice:«Cacciate di casa i figli bamboccioni»
Prima sentenza di un tribunale: 38enne con lavoro part-time obbligata ad andarsene.
Forse Bossi ci fa un pensierino: se un giudice ritiene che vent'anni dalla maggiore età bastino per poter badare a se stessi, magari - mutatis mutandis - potrebbe pensare la stessa cosa per gli oltre sessanta dall'avvento della Repubblica Italiana.
lunedì 19 aprile 2010
Una famiglia solidale
Norberto e Salvatore erano una famiglia solidale. Norberto si dava da fare, se perdeva un lavoro ne cercava un altro e di solito lo trovava, perché era uno che lavorava bene e lavorava molto. Salvatore non aveva un lavoro e non lo cercava: poteva contare su Norberto che non gli faceva mancare niente. Aveva molto tempo libero, Salvatore; tempo per andare al bar o in spiaggia, per bere, mangiare, corteggiare, acquistare questo e quello: questo gli piaceva fare e questo faceva. Così Salvatore diveniva sempre più grande e grosso e il suo appetito pure e gran parte del guadagno di Norberto serviva per soddisafare le sue cresenti "necessità". Norberto doveva lavorare di più e mangiare di meno e alla fine si ammalò e non potè più né lavorare né guadagnare.
Norberto e Salvatore erano una famiglia solidale, forse troppo.
venerdì 16 aprile 2010
Opinioni
Si dovrebbe avere rispetto per le opinioni altrui e sopratutto per le proprie. Può succedere che si cambi idea, anzi a volte è un bene che una cosa un tempo ritenuta deprecabile diventi accettabile e viceversa, ma non può essere che questo dipenda solo da chi la fa: se io o tu, se noi o loro.
Per rispetto dalle proprie opinioni chi proclama che tutti devono pagare le "tasse" dovrebbe essere il primo a farlo, chi chiede rispetto della Costituzione dovrebbe rispettarla in tutto e non solo nelle parti che gli convengono, quando chiede l'osservanza delle regole deve valere per sè e per tutti.
E invece succede che chi chiede il rispetto della Costituzione non voglia limiti alla violabilità della segretezza delle comunicazioni telefoniche (art.15), ignori gli art. 29, 30 e 31 a tutela della famiglia e dei figli o pretenda che nel 1947 i costituenti potessero riferirsi a famiglie gay o, chissà, a famiglie mafiose.
Chi si richiama all'art. 3 e alla parità di tutti i cittadini non dovrebbe accettare che una persona possa giudicare e condannare un'altra a meno di non riconoscere la disparità di ruolo, ammettere che giudice, imputato, presidente del consiglio, fattorino non sono la stessa cosa.
Chi per anni ha sostenuto che più disoccupati arrivavano meglio era per l'economia non dovrebbe ora lamentarsi del loro numero.
Succede che chi chiede il rispetto delle regole senza eccezioni s'indigni se un Comune voglia farle rispettare e rifiuti mensa o scuolabus a chi si rifiuta di pagare il dovuto.
Se proprio vuole, per non manifestare la propria incoerenza farebbe meglio a saldare il debito senza tanta pubblicità, senza prendersela con i sindaci o con quei cittadini che, già pagando retta per i propri figli, tasse comunali e imposte per il suo lauto stipendio, non sono disposti a farsi carico anche dell'inadempienze altrui.
Si dice che queste cose creano disparità umilianti per i bambini. Se il Comune non può fornire a tutti il pasto gratis, mangiare il cibo di mamma può essere considerato un privilegio, ma dipende anche dalla mamma.
Io non sono convinto che se tutti mangiano alla mensa non vi siano altre, più gravi disparità: fra chi paga e chi non paga, fra chi arriva in Mercedes e chi in Panda o a piedi, fra chi ha la mamma alla moda e chi in chador, fra chi è ricco e chi vuol sembrarlo. Non so se i genitori morosi vogliono fare i furbi, se considerano il telefonino più importante della mensa, se pensano che spetti ad altri il mantenimento dei figli o se sono bravi genitori in difficoltà, ma per evitare umiliazioni a quei bambini sarebbe preferibile non sventolare in pubblico, per fini politici, la loro vicenda.
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