Trovo in Wikipedia: "Oggi Piazza del Popolo è un'ampia isola pedonale di circa 15000 mq[senza fonte], luogo di eventi pubblici importanti: la sua capienza le permette di ospitare sino a 50.000 persone[senza fonte]"
Sento dire che alla manifestazione di ieri c'erano 200.000 persone; i casi sono due: o questo è vero e allora Wikipedia dice il falso, oppure dice il vero Wikipedia e questo è falso.
Esiste una terza possibilità: che siano vere entrambe le cose e che si tratti di un miracolo.
Non dovrebbe essere impossibile calcolare la superficie della piazza, concordare almeno sulla capienza massima e risparmiarci dati altamente improbabili.
Se davvero sono 15000 mq, con 4 persone per mq ce ne starebbero 60000, magari 90000 stipandovene 6 ma 200000 solo accatastando 13 persone in un mq: per i miracoli forse sarebbe meglio rivolgersi a San Giovanni.
domenica 14 marzo 2010
mercoledì 10 marzo 2010
Esibizione
È meglio esibire la Costituzione chiusa o aprirla, leggerla e rispettarla?
"Non chiunque mi dice: Signore, Signore, entrerà nel regno dei cieli, ma colui che fa la volontà del Padre mio che è nei cieli." Matteo 7,21
Non chiunque dice: Costituzione, Costituzione, è un onesto democratico, ma colui che la rispetta e la osserva anche quando non gli fa comodo.
"Non chiunque mi dice: Signore, Signore, entrerà nel regno dei cieli, ma colui che fa la volontà del Padre mio che è nei cieli." Matteo 7,21
Non chiunque dice: Costituzione, Costituzione, è un onesto democratico, ma colui che la rispetta e la osserva anche quando non gli fa comodo.
lunedì 8 marzo 2010
Cum grano salis
Non ci volevo credere. Come quando ho visto alla TV l'aereo infilarsi in un grattacielo e credevo fosse un film o telefilm, una fiction come si dice. Non mi sembrava pensabile che il maggior partito italiano venisse escluso dal partecipare al voto. Non mi pareva possibile e invece era vero, magari per una impensabile sua leggerezza e non per una furbizia altrui, ma era vero.
D'accordo, ci sono regole e vanno rispettate; ma ci sono regole prioritarie su altre e certe volte usare il buon senso è meglio del rispettare rigidamente le regole. Se la regola dice di tenere la destra ma la strada a destra è franata, forse non è male ignorare la regola e spostarsi cautamente sulla sinistra se la sinistra è libera. Io vorrei che tutti rispettassero le regole ma vorrei anche che tutte le regole fossero rispettabili e non assurde come purtroppo spesso succede: un cartello che limita la velocità a 30 km/h dimenticato dopo i lavori in una strada diritta fra le risaie, larga e ben asfaltata, è un invito a non rispettare la norma e magari tutte le norme.
Mi sembra strano affermare che in democrazia le regole vanno rispettate escludendo dalla competizione il più forte dei partiti avversari. Chissà perchè un simile comportamento mi ricorda paesi come la Repubblica Democratica Tedesca: si definiva democratica e la democrazia consisteva nella possibilità di votare un partito, un solo partito senza concorrenti.
Mi ricorda anche il Fisco italiano che per un cavillo formale nega agevolazioni cui di fatto si avrebbe diritto, che considera conviventi persone che hanno residenza anagrafica nello stesso Comune pur vivendo di fatto l'una a Canicattì e l'altra a Pizzighettone e non conviventi due coniugi che vivono nello stesso appartamento, a volte nel comune di residenza dell'uno e altre in quello dell'altro. Giusto dire che tutti devono stare alle regole, ma preferirei che fossero applicate "cum grano salis" per tutti, siano cittadini che presentano la denuncia dei redditi o politici che presentano le liste.
D'accordo, ci sono regole e vanno rispettate; ma ci sono regole prioritarie su altre e certe volte usare il buon senso è meglio del rispettare rigidamente le regole. Se la regola dice di tenere la destra ma la strada a destra è franata, forse non è male ignorare la regola e spostarsi cautamente sulla sinistra se la sinistra è libera. Io vorrei che tutti rispettassero le regole ma vorrei anche che tutte le regole fossero rispettabili e non assurde come purtroppo spesso succede: un cartello che limita la velocità a 30 km/h dimenticato dopo i lavori in una strada diritta fra le risaie, larga e ben asfaltata, è un invito a non rispettare la norma e magari tutte le norme.
Mi sembra strano affermare che in democrazia le regole vanno rispettate escludendo dalla competizione il più forte dei partiti avversari. Chissà perchè un simile comportamento mi ricorda paesi come la Repubblica Democratica Tedesca: si definiva democratica e la democrazia consisteva nella possibilità di votare un partito, un solo partito senza concorrenti.
Mi ricorda anche il Fisco italiano che per un cavillo formale nega agevolazioni cui di fatto si avrebbe diritto, che considera conviventi persone che hanno residenza anagrafica nello stesso Comune pur vivendo di fatto l'una a Canicattì e l'altra a Pizzighettone e non conviventi due coniugi che vivono nello stesso appartamento, a volte nel comune di residenza dell'uno e altre in quello dell'altro. Giusto dire che tutti devono stare alle regole, ma preferirei che fossero applicate "cum grano salis" per tutti, siano cittadini che presentano la denuncia dei redditi o politici che presentano le liste.
sabato 27 febbraio 2010
Sfortuna.
Pare che il presidente degli Stati Uniti d'America trovi grosse difficoltà a far approvare una norma che estenda la tutela sanitaria a chi non è coperto da assicurazione. La sfortuna di Obama sta nel fatto che gli USA sono vicini a Canada e Messico ma non all'Italia. Se invece lo fossero il problema sarebbe facilmente risolto: chi non ha assistenza negli USA verrebbe nel nostro paese, meglio se clandestinamente, e sarebbe curato senza dover nemmeno pagare la tassa (ticket) o sottostare alle limitazoni imposte ai cittadini italiani.
giovedì 11 febbraio 2010
Giudicare
Avranno mille ragioni i giudici di Firenze, io non lo so e non m'interessa saperlo.
Però ho uno strano convincimento: penso che fare il giudice in Italia sia il lavoro più bello del mondo.
C'è gente che si alza al mattino e deve affrontare mille problemi: le commesse che non arrivano, i dipendenti insoddisfatti, la concorrenza, i macchinari, i debitori e i creditori, il malato da curare o da operare, il camion da guidare, la verdura che marcisce, le gelate; chi ha qualcosa da fare ha la possibilità di sbagliare , ha le molte leggi e confuse da rispettare, il timore di non riuscirci e di dovere pagare. Ma non i giudici. Se ne stanno in attesa di cogliere qualcuno in fallo, senza doversi preoccupare di eventuali possibili errori: se sbagliano non pagano, paghiamo. Mi fanno pensare a quei pensionati che se ne stanno a guardare il lavoro degli altri, pronti a criticare questo e quello, senza far altro che giudicare. E se, tanto per provare, si invertissero i ruoli, se chi lavora giudicasse e chi giudica lavorasse?
Però ho uno strano convincimento: penso che fare il giudice in Italia sia il lavoro più bello del mondo.
C'è gente che si alza al mattino e deve affrontare mille problemi: le commesse che non arrivano, i dipendenti insoddisfatti, la concorrenza, i macchinari, i debitori e i creditori, il malato da curare o da operare, il camion da guidare, la verdura che marcisce, le gelate; chi ha qualcosa da fare ha la possibilità di sbagliare , ha le molte leggi e confuse da rispettare, il timore di non riuscirci e di dovere pagare. Ma non i giudici. Se ne stanno in attesa di cogliere qualcuno in fallo, senza doversi preoccupare di eventuali possibili errori: se sbagliano non pagano, paghiamo. Mi fanno pensare a quei pensionati che se ne stanno a guardare il lavoro degli altri, pronti a criticare questo e quello, senza far altro che giudicare. E se, tanto per provare, si invertissero i ruoli, se chi lavora giudicasse e chi giudica lavorasse?
martedì 9 febbraio 2010
Ossessione.
Se piove, se nevica, se fa freddo, se fa troppo caldo, se c'è nebbia è colpa di Berlusconi e dei meteorologi delle sue televisioni.
Se la giustizia è lenta o inaccessibile è colpa di Berlusconi e delle sue mille cause pendenti che la intasano.
Se i governi di centrosinistra durano la metà del dovuto è colpa di Berlusconi, della sua ricchezza, delle sue televisioni (e degli italiani che non sanno usare il telecomando).
Se Turco e Bindi non sono ministre è colpa di Berlusconi che ne preferisce altre, anche se più giovani e belle.
Se i giornalisti Rai diventati presidenti di Regione vanno a transessuali è colpa di Berlusconi che si accapparra le escort.
Se qualcuno gli lancia in faccia miniature del Duomo di Milano è colpa di Berlusconi che va a piedi perfino nella sua città.
Se Di Pietro strabuzza gli occhi, si agita e straparla in una strana lingua è colpa di Berlusconi che non si è lasciato sfasciare a suo tempo.
Se la gente vuole andare in ferie in posti esotici è colpa di Berlusconi che ha dato il cattivo esempio.
Se donne e uomini vogliono apparire giovani è colpa di Berlusconi, della sua pelle tirata, dei suoi capelli rinati.
Se i politici sono quasi tutti quelli di vent'anni fa è colpa di Berlusconi che è sempre lì e non si rassegna alla sua età (perché lui si e io no?).
Se tanti politici e giornalisti di stampa o TV possono prosperare è solo colpa di Berlusconi e della sua esistenza (altrimenti di cosa parlerebbero?).
Se viene il terremoto è colpa di Berlusconi che l'ha ordinato per poi fare bella figura.
Se ho scritto tutto questo (e potrei continuare) è soltanto colpa di Berlusconi.
Se la giustizia è lenta o inaccessibile è colpa di Berlusconi e delle sue mille cause pendenti che la intasano.
Se i governi di centrosinistra durano la metà del dovuto è colpa di Berlusconi, della sua ricchezza, delle sue televisioni (e degli italiani che non sanno usare il telecomando).
Se Turco e Bindi non sono ministre è colpa di Berlusconi che ne preferisce altre, anche se più giovani e belle.
Se i giornalisti Rai diventati presidenti di Regione vanno a transessuali è colpa di Berlusconi che si accapparra le escort.
Se qualcuno gli lancia in faccia miniature del Duomo di Milano è colpa di Berlusconi che va a piedi perfino nella sua città.
Se Di Pietro strabuzza gli occhi, si agita e straparla in una strana lingua è colpa di Berlusconi che non si è lasciato sfasciare a suo tempo.
Se la gente vuole andare in ferie in posti esotici è colpa di Berlusconi che ha dato il cattivo esempio.
Se donne e uomini vogliono apparire giovani è colpa di Berlusconi, della sua pelle tirata, dei suoi capelli rinati.
Se i politici sono quasi tutti quelli di vent'anni fa è colpa di Berlusconi che è sempre lì e non si rassegna alla sua età (perché lui si e io no?).
Se tanti politici e giornalisti di stampa o TV possono prosperare è solo colpa di Berlusconi e della sua esistenza (altrimenti di cosa parlerebbero?).
Se viene il terremoto è colpa di Berlusconi che l'ha ordinato per poi fare bella figura.
Se ho scritto tutto questo (e potrei continuare) è soltanto colpa di Berlusconi.
domenica 31 gennaio 2010
Generosità
C'è una signora che compare spesso in TV; è una politica con un cognome tipo "Basco" o "Svevo", un cognome che ricorda non so quale nazione. Io la conosco come "la sbessolona", per via di una sua caratteristica fisionomica: lo so che non è bello identificare così una persona, ma non ho molta memoria per i nomi.
Dunque questa signora appare sovente in TV e da moltissimo tempo e si agita e grida e interrompe e dice più o meno sempre le solite cose, o meglio, le urla.
Fra queste, immancabile, la necessità di aprire le frontiere a chiunque desideri venire a vivere da noi, con mogli, figli, padri, nonni, parenti e affini; tanti affini: tutti i parenti delle tante mogli. La necessità di accoglierli, di dare loro un lavoro, una casa, assistenza medica gratuita, pensioni per i vecchi, asilo e scuola per i piccoli: tutto e quant'altro gli italiani hanno sempre desiderato e raramente avuto.
È molto generosa questa signora, penso che nella sua generosità abbia la casa (le case?) piena di queste persone, che le accolga che spenda gran parte del suo non piccolo stipendio statale in questa sua generosa missione e gran parte del suo tempo lo passi in mezzo a loro, magari in vacanza nei loro paesi.
Dunque questa signora appare sovente in TV e da moltissimo tempo e si agita e grida e interrompe e dice più o meno sempre le solite cose, o meglio, le urla.
Fra queste, immancabile, la necessità di aprire le frontiere a chiunque desideri venire a vivere da noi, con mogli, figli, padri, nonni, parenti e affini; tanti affini: tutti i parenti delle tante mogli. La necessità di accoglierli, di dare loro un lavoro, una casa, assistenza medica gratuita, pensioni per i vecchi, asilo e scuola per i piccoli: tutto e quant'altro gli italiani hanno sempre desiderato e raramente avuto.
È molto generosa questa signora, penso che nella sua generosità abbia la casa (le case?) piena di queste persone, che le accolga che spenda gran parte del suo non piccolo stipendio statale in questa sua generosa missione e gran parte del suo tempo lo passi in mezzo a loro, magari in vacanza nei loro paesi.
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